Ricorso collettivo al TAR Lazio avverso il D.P.C.M. 03/11/2020 in relazione all’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, alla chiusura delle attività, al coprifuoco ed alle generali misure sproporzionate rispetto all’emergenza invocata a loro giustificazione.

pubblicato 9 nov 2020, 02:19 da Nicola Massafra   [ aggiornato in data 9 nov 2020, 08:24 ]

Con il DPCM del 03/11/2020 è stato esteso a livello nazionale il provvedimento della Regione Lazio relativo all’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto e sono state altresì disposte importanti limitazioni dei diritti costituzionali tra cui la libertà di circolazione (art. 16 Cost.), ma anche la libertà di riunione (art. 17 Cost.), la libertà religiosa (art. 19 Cost.), il diritto/dovere all’istruzione (art. 34 Cost.) la libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.) e la libertà personale di movimento (art. 13 Cost.).

Questo Studio Legale ha già predisposto e notificato un ricorso avverso il predetto DPCM per conto di un proprio assistito che lo ritiene viziato sia in ragione della generale non attendibilità dei dati posti alla base dell’attuale stato di emergenza (inattendibilità del valore diagnostico dei tamponi, dei metodi di refertazione degli stessi, della metodologia della raccolta dei dati con riferimento ai morti per covid ed al numero dei positivi), sia in relazione alla mancanza di proporzionalità e dell’illogicità delle misure poste in essere.
Dalla data di emissione della prima ordinanza della Regione Lazio n. Z00062 del 02-10-2020 sull’obbligo delle mascherine questo Studio è stato contattato da numerosi cittadini desiderosi di impugnare il predetto provvedimento, così come i successivi DPCM che ne confermavano il contenuto. Si è ritenuto di fornire un’informativa generalizzata a chiunque voglia aderire all’iniziativa del primo ricorrente con un intervento adesivo. 

COINTERESSATI TITOLARI DI UNA POSIZIONE AUTONOMA.
Requisiti degli aderenti:
Essere cittadini italiani colpiti dia provvedimenti del DPCM 03/11/2020.
Costi:
Il costo dell’intervento adesivo è unicamente costituito da un contributo di € 70,00, omnicomprensivo per ogni interveniente, necessario a sostenere i costi dello studio per la gestione ed archiviazione della singola posizione. 
Termine per aderire:
Il termine per impugnare il DPCM è collegato alla sua scadenza. Tuttavia,  per ragioni organizzative ed in ragione dell’urgenza della questione sollevata, le adesioni dovranno pervenire il prima possibile.
Modalità per aderire:
Per aderire occorre inviare:
1) Copia di una ricevuta attestante il versamento del contributo di adesione;
2) Due copie della procura sottoscritta di proprio pugno ed autenticata, unitamente ad un documento di identità ed al codice fiscale;
3) Copia sottoscritta dell’informativa sulla privacy compilata;
In fondo alla pagina è presente un file da scaricare con tutti gli allegati da poter compilare.

La documentazione dovrà essere anticipata via mail all’indirizzo info@studiomassafra.com ed inviata, in originale, con raccomandata a: Avv. Nicola Massafra Largo Ecuador n. 6 – 00198 Roma.
La stessa dovrà altresì essere portata di persona presso lo studio legale, previo appuntamento da concordare telefonicamente negli orari di funzionamento del centralino (dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00) al fine di procedere all’autentica della procura.

Modalità di pagamento:
Il pagamento potrà avvenire direttamente mediante bonifico bancario sul conto corrente tratto sulla banca Unicredit IBAN: IT39Q0200805109000004827001, intestato a Nicola Massafra, ed indicando nella causale  “Intervento adesivo ricorso avverso DPCM 03-11-2010”. 

ALCUNI MOTIVI DI RICORSO:
I principali motivi di ricorso attengono alla violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità.
Eccesso di potere, perché il provvedimento prescrive misure restrittive, sulla base di dati inattendibili. Eccesso di potere per difetto dei presupposti e per difetto di istruttoria. Parimenti si è evidenziato il vizio di eccesso di potere sotto il profilo della illogicità e della irragionevolezza delle misure. Con riferimento specifico al problema delle mascherine si è evidenziato il difetto di proporzionalità nella parte in cui si dispone l’obbligo delle mascherine in modo del tutto indiscriminato senza distinguere per tipologia di mascherine e senza limitarlo, nel caso in cui si trovi all'aperto, a singoli momenti in cui la presenza di un assembramento o uno stretto contatto possa, forse, giustificarlo ed imponendolo all’aperto e dunque nel luogo “aerato” per eccellenza. Parimenti si è eccepito la violazione del principio di legalità sostanziale del generale impianto normativo a “ventaglio” della successione continua di ordinanze regionali e DPCM.


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