Ricorso - intervento collettivo al TAR Lazio avverso il D.P.C.M 02/03/2021 in relazione all’obbligo di indossare le mascherine a scuola al banco

pubblicato 3 mar 2021, 13:50 da Nicola Massafra   [ aggiornato in data 15 apr 2021, 09:14 ]

A seguito della vittoria al TAR Lazio relativa all’annullamento dell’obbligo vaccinale nella Regione Lazio, questo Studio Legale è stato contattato da numerosi genitori desiderosi di introdurre un ricorso avverso i DPCM che hanno introdotto l’obbligo di mascherine al banco per gli alunni. È stato così introdotto un primo ricorso avverso il D.P.C.M del 14/01/2021 che è attualmente pendente e la cui prossima udienza è stata fissata per il 14/07/2021. Nel predetto ricorso il TAR Lazio accoglieva la richiesta cautelare dei ricorrenti  disponendo  "un remand" all’amministrazione perché rivalutasse la prescrizione.
L’Art. 21 del DPCM del 02/03/2021  ha totalmente disatteso le richieste del TAR Lazio nel prevedere al comma 1 “… È obbligatorio l'uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso dei predetti dispositivi”.
A questo punto lo Studio Legale Massafra impugnerà immediatamente, con motivi aggiunti, anche quest’ultimo DPCM e richiederà una nuova udienza cautelare affinchè l'amministrazione sia chiamata a rispondere della propria condotta dinnanzi allo stesso Tribunale che pochi giorni prima l'aveva invitata ad una condotta diversa. Vedremo questa volta cosa ne penserà il TAR Lazio.

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A seguito del deposito del ricorso per motivi aggiunti con contestuale istanza cautelare, in data 12/03/2021 il Presidente della Prima sezione del TAR Lazio ha emesso il decreto 1571/2021 con cui ha ordinato il deposito dei verbali del CTS richiamati nell’ultimo DPCM ritenuti necessari al fine di decidere la richiesta di sospensione dello stesso. 
Così il TAR “Ritenuto necessario, anche ai fini della decisione cautelare, di acquisire i verbali nn. 157, 158, 159, 160 e 161, rispettivamente del 23, 24, 26 e 27 febbraio 2021 del Comitato tecnico-scientifico, nonché le osservazioni tecniche effettuate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano in data 27 febbraio 2021, atti richiamati dal provvedimento impugnato, ed ogni altro documento, di carattere tecnico-scientifico, su cui si basa l’impugnato D.P.C.M., onerando del suddetto deposito la Presidenza del Consiglio dei ministri, che dovrà provvedervi nel termine di 10 giorni decorrente dalla conoscenza legale del presente decreto;”
In data 14/04/2021 è stata discussa la sospensiva avanzata nei confronti dell’ultimo DPCM del 02/03/2021 e questa volta il TAR non ha accolto la richiesta in quanto ha evidenziato “che le disposizioni del DPCM impugnato - la cui efficacia è formalmente spirata - tra cui quella oggetto di doglianza, continuano ad applicarsi in forza del D.L. 1 aprile 2021, n. 44 (art. 1, comma 1) che a tale atto espressamente rinvia, salvo quanto diversamente disposto dallo stesso decreto legge; - che, in ragione di quanto sopra, non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare”.
Nella sostanza la presenza del D.L. 44/2021 impedisce di disporre la sospensiva del DPCM in questione e di fatto “taglie le gambe” ad iniziative dinnanzi al TAR di carattere cautelare.
Ciò nonostante il TAR LAZIO è stato ribadito “- che, in ogni caso, deve essere ribadito quanto già espresso nell’ordinanza n. 873/2021, ossia che deve ritenersi legittimo l’esonero dall’uso del DPI “per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina”, come già previsto dall’art. 1, comma 9, lett. s) dei provvedimenti precedentemente impugnati e, nel DPCM da ultimo impugnato, dall’art. 1, comma 3, lett. b) del DPCM del 2 marzo 2021 con disposizione che, come già visto, continua ad applicarsi in forza del citato D.L. 44/2021; - che, per tale ragione, chiunque possa documentare con certificazione medica la propria situazione di incompatibilità con l’uso della mascherina, può legittimamente esigere di essere esonerato da tale obbligo; - che a tal fine le istituzioni scolastiche, come statuito dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 1606 del 29 marzo 2021, adotteranno ogni ulteriore iniziativa di competenza ritenuta necessaria a salvaguardia del diritto alla salute e del diritto allo studio;”.
Alla prossima udienza del 14/07/2021 si discuterà nel merito, e non più solo sulla domanda cautelare, al fine di far dichiarare comunque illegittima questa disposizione promossa a suon di DPCM.

Chi ha già partecipato al ricorso avverso il DPCM del 14/01/2021 potrà aderire ai motivi aggiunti senza versare alcuna ulteriore somma. 

Di seguito invece l'informativa per chi invece volesse partecipare oggi senza essere già tra i firmatari del precedente ricorso.

Requisiti degli aderenti:
Essere studenti frequentanti le istituzioni scolastiche di età superiore ai 6 anni. Per gli studenti minorenni la procura dovrà essere sottoscritta da un genitore esercente la potestà genitoriale.

Costi:
Il costo del ricorso/intervento collettivo, in ragione delle numerose preadesioni, è di € 150,00 omnicompresivo per ogni ricorrente. 

Termine per aderire:
Il ricorso verrà predisposto e presentato per i primi aderenti in tempi brevi ma si potrà continuare ad aderire nella forma dell’intervento fino al 03/05/2021. Tuttavia, per ragioni organizzative, le adesioni dovranno pervenire il prima possibile.

Modalità per aderire:
Per aderire occorre inviare:
1) Copia di una ricevuta attestante il versamento del contributo di adesione;
2) Due copie della procura (pagina 5 o pagina 6 nel caso la sottoscrivano entrambi i genitori) sottoscritta dal genitore di proprio pugno ed autenticata, unitamente ad un documento di identità ed al codice fiscale, sia del genitore (o dei genitori) che del minore.
3) Copia sottoscritta dell’informativa sulla privacy compilata (pagine da 3 a 4).
In fondo alla pagina è presente un file da scaricare con tutti gli allegati da poter compilare.

La documentazione dovrà essere anticipata via mail all’indirizzo info@studiomassafra.com e successivamente portata di persona presso lo studio legale, previo appuntamento da concordare telefonicamente negli orari di funzionamento del centralino (dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00) al fine di procedere all’autentica della procura.

Modalità di pagamento:
Il pagamento potrà avvenire direttamente mediante bonifico bancario sul conto corrente tratto sulla banca Unicredit IBAN: IT39Q0200805109000004827001, intestato a Nicola Massafra, ed indicando nella causale “Ricorso mascherine al banco DPCM 14-01-2021”. 

ALCUNI MOTIVI DI RICORSO:
I principali motivi di ricorso attengono alla violazione dei principi di adeguatezza, proporzionalità ed istruttoria.
Eccesso di potere, perché il provvedimento prescrive misure restrittive, sulla base di dati inattendibili. Eccesso di potere per difetto dei presupposti e per difetto di istruttoria. 
Parimenti si è evidenziato il vizio di eccesso di potere sotto il profilo della illogicità e della irragionevolezza delle misure.
Con riferimento specifico al problema delle mascherine si è evidenziato il difetto di proporzionalità nella parte in cui si dispone l’obbligo delle mascherine in modo del tutto indiscriminato senza distinguere per tipologia di mascherine e senza escluderlo nel caso in cui gli alunni siano seduti al banco nel rispetto delle distanze.
L’obbligo di indossare le mascherine anche  in condizione di staticità e seduti al banco, con corretto distanziamento, ed all’interno di un ambiente ventilato non trova infatti nel DPCM una fondata giustificazione scientifica e soprattutto non appare frutto di un corretto bilanciamento tra eventuali benefici ed eventuali danni.
Parimenti si è eccepita la violazione del principio di legalità sostanziale del generale impianto normativo a “ventaglio” della successione continua di ordinanze regionali e DPCM.
Altro vizio posto all'attenzione dei giudicanti sarà l'omesso bilanciamento tra il diritto fondamentale alla salute della collettività e tutti gli altri diritti inviolabili, parimenti riconosciuti e tutelati dalla costituzione.

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