Regione Lazio - Ordinanza Z00030 del 17-04-2020 rende obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale - TAR LAZIO investito dell'esame di legittimità.

Con l’ordinanza n. Z00030 del 17/04/2020 la Regione Lazio ha introdotto l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale per le seguenti categorie: 
"a) Soggetti di età ≥ 65 anni. L’obbligo decorre dal 15 settembre 2020, o dalla data di compimento dei 65 anni, se successiva, previa acquisizione della disponibilità dei vaccini, e deve essere adempiuto entro il 31 gennaio 2021, salvo proroghe dettate dai provvedimenti di attuazione in relazione alla curva epidemica.
b) Medici e personale sanitario, sociosanitario di assistenza, operatori di servizio di strutture di assistenza, anche se volontario. L’obbligo decorre dal 15 settembre 2020, previa acquisizione della disponibilità dei vaccini, e deve essere adempiuto entro il 31 gennaio 2021, salvo proroghe dettate dai provvedimenti di attuazione in relazione alla curva epidemica.
La medesima ordinanza introduce “una forte raccomandazione per tutti i bambini di età compresa tra > 6 mesi e < 6 anni a sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale… ed il Rafforzamento della raccomandazione alla vaccinazione anti-pneumococcica per i soggetti di cui al precedente punto I lettera a)..." (over 65 anni).
Viene quindi disposto che  “La mancata vaccinazione per le persone di cui alla lettera a), non giustificabile da ragioni di tipo medico, può comportare, a titolo di sanzione, l’impossibilità di prendere parte ad assembramenti presso centri sociali per anziani, case di riposo o altri luoghi di aggregazione che non consentono di garantire il distanziamento sociale" e che "La mancata vaccinazione per le persone di cui alla lettera b), non giustificabile da ragioni di tipo medico, comporta l’inidoneità temporanea a far data dal 1° febbraio 2021, allo svolgimento della mansione lavorativa, ai sensi dell’art. 41, comma 6 del d. lgs. 81/2008, nell’ambito della sorveglianza sanitaria da parte del medico competente di cui all’art. 279 e correlata alla rivalutazione del rischio biologico a cura del datore di lavoro, ai sensi degli artt. 271 e ss. Del decreto citato”.


RICORSO TAR LAZIO.
La predetta ordinanza presenta numerosi profili di dubbia legittimità. Infatti l’obbligatorietà ad un determinato trattamento sanitario, ai sensi del comma II dell’art. 32 Cost., può essere imposta unicamente per disposizione di legge. Così l’art. 32 Cost. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”
Peraltro un tale provvedimento non era comunque consentito in quanto in ogni caso si tratta di una misura che certamente non influisce sul periodo di emergenza proclamato e non afferisce alla diffusione del COVID-19. Si evidenzia altresì come l’art. 1 comma 2 del D.L. 19/2020 prevede che le misure urgenti per evitare la diffusione del Covid-19 non siano affidate alla totale discrezionalità dell’autorità, ma a valutazioni ancorate ai principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente. Inoltre l’art. 2 del D.L. 19/2020 prevede che “Per i profili tecnico-scientifici e le valutazioni di adeguatezza e proporzionalità, i provvedimenti di cui al presente comma sono adottati sentito, di norma, il Comitato tecnico scientifico di cui all'ordinanza del Capo del dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630”. Nel provvedimento impugnato si dà semplicemente atto di averlo sentito “per le vie brevi”! 

I professionisti dello Studio Legale Massafra, su sollecitazione di un proprio assistito che rivestiva entrambe le qualità di medico ed over 65, hanno pertanto impunganto dinnanzi al TAR LAZIO l'ordinanza della Regione Lazio.

RICORSO COLLETTIVO / INTERVENTO ADESIVO AUTONOMO E/O DIPENDENTE.
Successivamente alla presentazione di un primo ricorso avverso la predetta ordinanza, lo Studio è stato contattato da numerosi “over 65” ed “operatori sanitari” desiderosi di partecipare/aderire quali cointeressati autonomi ed introdurre essi stessi un ricorso avverso l’ordinanza in parola ovvero depositare un atto di intervento.
Hanno contattato lo studio anche persone non rientranti nelle predette categorie che hanno comunque manifestato un interesse all'annullamento dell'ordinanza e richiesto come poter partecipare attivamente al ricorso. 
Cliccando sul pulsante "ricorso collettivo" troverete un’informativa generalizzata sulle modalità per aderire alla presente iniziativa  con l'indicazione dei requisiti necessari, del termine entro cui presentare il ricorso, dei costi e delle modalità di adesione.