Il TAR Lazio, pur respingendo la richiesta di sospensiva del DPCM 02/03/2021 nella parte in cui prevede l’obbligatorietà delle mascherine al banco, conferma il diritto di chiunque possa documentare la propria situazione di incompatibilità di essere esonerato ed ordina alle istituzioni scolastiche di adottare ogni iniziativa per salvaguardare il diritto alla salute ed il diritto allo studio

pubblicato 15 apr 2021, 09:12 da Nicola Massafra   [ aggiornato in data 15 apr 2021, 09:12 ]
In data 14/04/2021 è stata discussa la sospensiva avanzata nei confronti dell’ultimo DPCM del 02/03/2021 e questa volta il TAR non ha accolto la richiesta in quanto ha evidenziato “che le disposizioni del DPCM impugnato - la cui efficacia è formalmente spirata - tra cui quella oggetto di doglianza, continuano ad applicarsi in forza del D.L. 1 aprile 2021, n. 44 (art. 1, comma 1) che a tale atto espressamente rinvia, salvo quanto diversamente disposto dallo stesso decreto legge; - che, in ragione di quanto sopra, non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare”.
Nella sostanza la presenza del D.L. 44/2021 impedisce di disporre la sospensiva del DPCM in questione e di fatto “taglie le gambe” ad iniziative dinnanzi al TAR di carattere cautelare.
Ciò nonostante il TAR LAZIO è stato ribadito “- che, in ogni caso, deve essere ribadito quanto già espresso nell’ordinanza n. 873/2021, ossia che deve ritenersi legittimo l’esonero dall’uso del DPI “per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina”, come già previsto dall’art. 1, comma 9, lett. s) dei provvedimenti precedentemente impugnati e, nel DPCM da ultimo impugnato, dall’art. 1, comma 3, lett. b) del DPCM del 2 marzo 2021 con disposizione che, come già visto, continua ad applicarsi in forza del citato D.L. 44/2021; - che, per tale ragione, chiunque possa documentare con certificazione medica la propria situazione di incompatibilità con l’uso della mascherina, può legittimamente esigere di essere esonerato da tale obbligo; - che a tal fine le istituzioni scolastiche, come statuito dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 1606 del 29 marzo 2021, adotteranno ogni ulteriore iniziativa di competenza ritenuta necessaria a salvaguardia del diritto alla salute e del diritto allo studio;”.
Alla prossima udienza del 14/07/2021 si discuterà nel merito, e non più solo sulla domanda cautelare, al fine di far dichiarare comunque illegittima questa disposizione promossa a suon di DPCM.