Agenzia - Agente – Crediti per provvigioni.

pubblicato 20 dic 2013, 05:45 da Nicola Massafra
Si evidenzia l’importante pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione, resa il 16/12/2013 e distinta con il n. 27986, che ha fatto chiarezza sulla problematica dell’ammissibilità o meno, in via privilegiata, al passivo del fallimento del credito derivante dal mancato pagamento delle provvigioni all’agente nel caso di attività svolta da una società di capitali. Fino ad ora il discrimine sull'ammissibilità o meno al privilegio era dato unicamente dalla preminenza o meno del fattore personale rispetto a quello organizzativo. Ora gli Ermellini hanno chiarito che “La disposizione di cui all'art. 2751-bis, n. 3, c.c., inserito dall'art. 2 della legge n. 426 del 1975, deve essere interpretata, in conformità con l'art. 3 Cost. ed in sintonia con la ratio sottesa all'art. 2751-bis c.c., nel senso che il privilegio dei crediti ivi previsto non assiste i crediti per provvigioni spettanti alla società di capitali che eserciti l'attività di agente (Cass. civ. Sez. Unite, 16-12-2013, n. 27986). Nel maggio 2012 invece la prima sezione, sentenza n. 7433, sosteneva invece che “L'art. 2751 bis n. 3 cod. civ., nel testo introdotto dall'art. 2 della legge n. 426 del 1975, nell'accordare il privilegio generale sui mobili alle provvigioni ed indennità derivanti dal rapporto di agenzia, trova applicazione anche se il creditore che esercita l'attività di agenzia sia una società non iscritta nel ruolo degli agenti, poiché ha riferimento alla sola causa del credito originata da detto rapporto, omettendo qualunque riferimento alla qualità personale del creditore; proprio in ragione di tale collegamento tra privilegio e causa del credito, la citata previsione, sebbene collocata nel contesto di una disposizione che valorizza l'apporto personale del creditore, non è in contrasto con l'art. 3 della Cost., per la parificazione tra profitto ricavato dall'agente in forma societaria e salario, né determina la necessità di distinguere tra società di persone e società di capitali e di verificare la preminenza del fattore personale su quello organizzativo. (Cassa e decide nel merito, Trib. Bergamo, 21/12/2009)”.



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